...e quando il suo sussurro si intreccia con quelli di altre anime e il loro vibrare si confonde, mescolandosi in una sinfonia imperfetta e armonica, un frammento di Infinito ti penetra per sempre. Qualcosa non sarà più lo stesso. E vivrai ancora, fremente, nell'attesa che quell'incanto possa ripetersi. Non accadrà. Altri e nuovi incanti, se saprai ascoltare con le cavità più profonde del tuo io, ti verranno incontro, brevi e fugaci, come il tempo di un unico respiro.
Grazie, S.B. :)
YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM Permissions beyond the scope of this license may be available here.Soundtrack: Let's Go Out Tonight - Craig Armstrong
Il tabù del dolore. Il tabù della debolezza. Il tabù del quieto vivere.
Oltrepassato un certo limite, persino questo perde d'importanza. C'è dignità anche nel soffrire. Io, che detesto lamentarmi e crogiolarmi nella sofferenza. Io, quella forte, quella tutta d'un pezzo, quella che ha affrontato le difficoltà e che adesso è stanca e sente la necessità fisica di esternare. Per liberarsi, non certo per farsi compatire da chicchessìa.
Tieniteli per te certi sfoghi, perché pubblicarli?
Perché tenere gli scritti per sé sarebbe come parlare da soli, e non ci sarebbe esorcismo. L'esorcismo è tale in presenza di un pubblico. O, almeno, la sola idea di un pubblico che assiste è forse capace di gabbare l'inconscio e dargli l'illusione di una qualche forma di liberazione. Non devo rendere conto a nessuno di ciò che scrivo. Già. Vallo a dire alla mia coscienza, che finisce sempre per scusarsi per la sua incontinenza.
Ogni nuovo mattino è una sfida. Ogni minuto, ogni ora, sgocciola lenta in un bicchiere polveroso. Storci la bocca, lettore? Ti ripugna la mia malinconia? Buon per te, non sei ancora a questo punto. Non procedere oltre. Non voglio intristirti col canto della mia agonia.
Non conosci la vergogna, non hai un minimo di pudore?
Nossignore. Io, che nei sogni, ho l'ardire di chiamarmi scrittore.
"...c'è chi aspetta la pioggia per non piangere da solo, io son d'un altro avviso, son bombarolo!"