Il mio corpo congelato, che solo il tuo, caldo, riesce a consolare. Lentamente si muore, senza il Sole. Lentamente muoio, senza il mio Sole. Ed arrivo là, dove non sarei mai voluta arrivare. Il punto esatto in cui la vertigine si apre, il momento esatto in cui il sentimento di vuoto e perdita si fa incolmabile e da sensazione si trasforma in dolore fisico, terreno. Corporeo. Fare i conti con ciò che si è, accettarsi e insieme accettare ciò che si è vissuto... Tutto mi è a tratti così chiaro, poi, di colpo, riappare quella nebulosa, così oscura e odiosa. Precipito nel baratro, tremo e, tra le lacrime, invoco il tuo nome. Che è anche il mio, il nostro. E' il futuro...
Lentamente mi culla, un dolore che non mi trastulla.
Ma allora, perché mi sento ancora chiusa in una bolla?
YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM
Soundtrack: These Days - Nico
I've been out walking I don't do too much talking These days, these days. These days I seem to think a lot About the things that I forgot to do And all the times I had the chance to.
I've stopped my rambling, I don't do too much gambling These days, these days. These days I seem to think about How all the changes came about my ways And I wonder if I'll see another highway.
I had a lover, I don't think I'll risk another These days, these days. And if I seem to be afraid To live the life that I have made in song It's just that I've been losing so long. La la la la la, la la.
I've stopped my dreaming, I won't do too much scheming These days, these days. These days I sit on corner stones And count the time in quarter tones to ten. Please don't confront me with my failures, I had not forgotten them.
arroccare 1 (v. v. tr.) 1 Nel gioco degli scacchi procedere a un arrocco. 2 Muovere le truppe lungo le linee interne al fronte. 3 Mettere al riparo, al sicuro.
È di nuovo buio. Strada sbarrata. Isolamento. Disperazione. E non so più dove andare a parare. Chiedi aiuto, no? Impara a parlare, a spiegare, a esternare! Già, ma a chi? Vedi nessuno? Qualcuno ci sarà, che può darti una mano. Una soluzione si trova sempre. Si vede che non sei mai stato nei miei panni. Ecco. Lo vedi come sei? Stai di nuovo facendo la vittima. E tu stai di nuovo puntando il dito. Touché. Se iniziassi a fare l'elenco completo di tutto ciò che mi è capitato e continua a verificarsi nella mia vita, ti deprimeresti e finiresti per compatirmi. E non sapresti come aiutarmi. Lasciami almeno la libertà di ascoltarti, prima di scrivere tu il copione della mia reazione! A che pro? Per leggere nei tuoi occhi che avevo ragione? Tutto è già successo e non fa che ripetersi. Si vede che non hai ancora imparato la lezione. Lo sapevo. Anche tu pensi che sia colpa mia. Lo credo anch'io, sai? Me ne convinco sempre di più, ogni giorno della mia vita. Sono arrivata persino a pensare di farla finita. Ottimo! I miei complimenti. Il miglior modo per risolvere un problema. Ho persino bestemmiato, se è per questo. E no, non ne provo dolore, per citare un vero Signore! Adesso ti metti anche a citare? Scendi dal piedistallo. Tu non sei lui, tanto per cominciare. Ehi, tante grazie per avermelo ricordato. Se non ci fossi tu, il mio stupido cervello non ci sarebbe mai arrivato. Ridi, ridi, so benissimo che pensi che sia meglio ridere per non piangere, invece di agire nel concreto per evitare di soccombere al dolore. Mea culpa, mea culpa, mea grandissima culpa! Lo vedi che in passato, dalla messa qualcosa ho imparato? Figurati che da anni contrasto inutilmente chi mi dice che pregare è l'unico modo per risolvere i problemi della gente! Senti, piuttosto... adesso cosa pensi di fare? Giuro che non lo so, tanto per cambiare...
Aiuto.
Ho sognato la tua voce flebile pronunciare queste sillabe, in un impercettibile canto straziato. Sgraziato.
Aiuto.
Già, ma a chi?
Aiuto.
Mi guardo intorno e vedo solo il vuoto.
Solo la forza degli abbracci. Non chiedo altro.
Il tempo fugge via e ci trascina lontano... Ma perché non prende anche me?
Soffia inesorabile, il vento del tempo. È un buco nero ad attrarmi. Beffardamente accogliente. Riesco a sentirmi scivolare. So di non poterlo fermare. Ricordi quel fiore? Ricordi quel fiume? E quella foto rubata, che ti aveva fatto arrabbiare? Ricordi le mani strette, i sorrisi, le figure da cercare tra le nuvole, la pelle bianca da proteggere e amare, e quella pioggia torrenziale, che ci aveva costretti a scappare nel momento migliore di un'estate sul mare? Chissà se ricordi ancora gli occhi sognanti, i capelli che non smettevi di pettinare, le mani tremanti, le fughe e i nascondigli, le storie da raccontare... il tempo, che avremmo voluto dilatare.
Distanti ora, tu ed io, una barriera inevitabile. La Vita.
Mi perdo nel ricordo di un affetto unicamente puro. Incondizionato. So che non tornerà più. So che purtroppo è cambiato. Non sarà necessariamente peggiore, solo diverso. Eppure sento che qualcosa si è perso. La magia dell'innocenza, quello spontaneo avvicinarsi, senza coscienza.
Mi manchi. E continuo a cercarti, nel fondo dei miei occhi ormai stanchi.
Buona vita, prezioso tesoro di un passato che non tornerà. Buona fortuna!
YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM
Soundtrack: The Night Sky (Sleeping Silently) - Mostly Autumn
Ed è così, ogni volta che respiro, è così, ogni volta che vivo. Buona Pasqua, sì, buona resurrezione! Non faccio in tempo a rinascere, che subito ricomincio a morire... Peccato io non sia una fenice, ma solo l'ennesima Berenice. Ripudiata dalla gioia, ricacciata nel fango, per aver anelato a spazi siderali. Ti sembra abbia le ali? Illusa, certe perle lasciamole ai maiali.
Qui non c'è speranza, non c'è soluzione, solo l'ennesima lezione, che mi ostino a non imparare.
...così è la vita, e non posso farci niente... ...come dire "buon sangue, non mente"... ...e che "sole cuore amore" non fa più rima con furore...
Sento la tua voce, le tue parole risolute, un copione che si ripete identico, dopo quindici anni, e rivivo le perdite, i danni, gli inutili affanni. Non vuoi sentir ragioni! Tue le scelte, tue le decisioni. E nessuno può niente. Nessuno ci vede, nessuno ci sente. Tu non ci sei, manchi anche tu, non c'è rimasto nessuno lassù. Sola contro un muro, finisco per franare nel solito buco oscuro.
Solo ieri camminavo a testa alta, pronta ad affrontare il dèmone senza più vergogna. Ed eccomi ora, ad annaspare in una fogna. Sono fottuta, c'è poco da fare. E voi, che mi leggete, per caso o (dis)piacere, non badate a me, lasciate stare. Ho finito le forze, del limone che ero mi restano solo le scorze. Aspra come il suo succo, non riparo le falle, non so essere stucco.
Non c'è soluzione, questa la mia sorte. Solo una, ma purtroppo è la "morte".