14.11.10

Rebirthing




Si può essere intensi anche nel dolore. Si può indossarlo, con fierezza e orgoglio, le movenze sicure e sinuose, lo sguardo fisso e determinato e una chioma leonina che ondeggia a ritmo di musica. Perdersi in un eterno presente senza passato e senza futuro, pura estasi che irradia dall'amigdala e ci proietta nell'illusione di immortalità.

Rinasco alla vita nel pieno di una sala buia, tinta di rosso e bagliori iridescenti, nel candore di un corpo che non ha più confini, nel calore di un'unione che è pura illusione, energia che fluisce sopra e sotto un palco, nel desiderio di lasciare un segno, un messaggio, una traccia, di elevare un immenso dolore a mito e simbolo di eterna rinascita.

Ti amo, sì. Ti ho sempre amato.
E sempre ti amerò, mia dolce anima ansimante e ferita.
Tua la redenzione, tuo il cammino di liberazione, tua la furia creatrice a stento trattenuta da un ostacolo terreno.

Ti darò la luce che chiedi, ti donerò le energie che restano a questo corpo mortale.
Voglio, sento, desidero rinascere. Una volta ancora...
Sarà senza barriere. Ciò che ho dentro, si deve vedere!

YUKI, AKA PRISMA

Creative Commons License Permissions beyond the scope of this license may be available here.

Soundtrack: Angels Walk Among Us - Anathema



(only you can heal inside, only you can heal your life)
it must have been an angel

who counted out the time

yes it must have been an angel

who raised a knowing smile

and i just couldn't reach you

no matter how i tried

no i just couldn't reach you

so instead i ran to hide

(only you can heal inside,
only you can heal your life)
mother can you hear me?

can you tell me, are you there?

father can you help me?

cos i know that you care

and i don't have to fight it anymore

for all those years i was dreaming
and i don't have to worry anymore
cos i found my belief in...

mother can you hear me?
can you tell me are you there?
father can you help me?

cos i know that you care

(only you can heal inside,
only you can heal your life)

7.11.10

Ora, Che Quasi Non Sento Più Niente




Aprire un nuovo capitolo, tanto per far qualcosa.
Riversare un po' della noia magmatica che attanaglia in una domenica lenta e uggiosa.
Tornare sui propri passi per ricercare un'estasi da tempo perduta.
Sconfiggere la nausea e la mancanza di prospettive di una vita scaduta.
Ingannare una stasi che immobile si perpetua.
Richiamare alla memoria congiunzioni un tempo calde e vibranti, ora gelide e distanti.

Echeggiano imperativi odiosi, tediosi, irrispettosi.
Pullulano gelosie, si spostano i confini di territori emozionali egoisticamente inviolabili.
Risate antiche restano sepolte da colate laviche.
Situazioni statiche, e guerre interne ataviche.

Dov'è fuggita l'anima mia intestardita,
colei che un tempo guidava questo mio scrivere incosciente,
ora che quasi non sento più niente
che non sia questo insostenibile peso,
questo futuro inutilmente atteso,
questo sogno lasciato a marcire, sospeso?

Ascolto, tremante, l'eco del desiderio spegnersi nel mio vuoto.
Ridono i pesci mentre imito, pesante, il loro nuoto.

YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

Creative Commons License Permissions beyond the scope of this license may be available here.

Soundtrack: Burial At Sea - Mono

1.11.10

Assenze




...e resto inchiodata a certe assenze ormai diventate abitudine, incastonata tra il mio corpo e il vetro che lo circonda, come un respiro che non riesce più ad andare oltre e finisce per dissolversi, vapore acqueo su una finestra in un giorno di pioggia.

YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

Creative Commons License Permissions beyond the scope of this license may be available here.



Soundtrack: Questa Notte - Ludovico Einaudi

28.10.10

Sempiternum




Se n'è andato un pezzo di me, l'ultimo pezzetto di innocenza rimasto, quello fortunosamente scampato al big bang. Sarà per questo che per lungo tempo non sono più riuscita a scrivere come facevo prima. L'unico ambito in cui riuscivo davvero a esprimere me stessa liberamente si è come polverizzato, e mi tornano in mente irrispettosamente le ceneri di un uomo disperse in mare in un giorno di sole. Un'intera vita in un mucchietto grigio portato via dal vento.

Curioso come mio padre sia venuto a mancare proprio alla soglia del compimento del mio trentesimo anno di età... come a sottolineare: adesso sei adulta, se non l'avessi ancora capito. Il vuoto è devastante. La consapevolezza di non poterlo mai più rivedere mi ricolma di angoscia, mi terrorizza, mi annienta, mi immobilizza.
E poi c'è lei, così impossibile da contenere, da arginare, da tenere a debita distanza, persino quando se ne sta in silenzio. Riesci a sentire il suo sguardo penetrarti da una parte all'altra della stanza. "Ignorala, chiudi il cervello!", sono inutili imperativi che misconoscono la potenza di una radiazione invisibile dalla quale non hai scampo.

L'allontanamento può essere una soluzione e lo sarà, quando tutto sarà pronto, tra molto tempo ancora... ma si dovrà lavorare anche dall'interno. La contaminazione è ormai avvenuta e i suoi effetti continueranno ad agire anche a chilometri di distanza dalla fonte che l'ha inizialmente originata. Si rende allora necessaria un'intima lotta contro se stessi, contro un cancro psicologico che ha già iniziato ad agire sottopelle nella forma di una voce interiore puntigliosa e castrante che continua a ripeterti che non vai bene, che puoi fare ancora di più, che sei inadeguato e non fai mai abbastanza. Che, in sintesi, ti allontana dal Piacere. E' l'enorme Moloch cresciuto dentro di te sotto forma di genitore interiorizzato a inchiodarti al senso di colpa, a (ri)generare quell'ansia insostenibile che cela al fondo una rabbia impossibilitata a esprimersi e quel falso sé compiacente che ogni tanto fa capolino a sempiterna memoria di un bambino che si è modellato, forgiato negli anni più cruciali per adattarsi a un ambiente che non lo ha accettato per come era veramente.

E no, non ditemi che un bambino è un piccolo adulto. Casomai per alcuni è esattamente il contrario.

YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

Creative Commons License Permissions beyond the scope of this license may be available here.



Soundtrack: Break It Down Again - Tears For Fears



Here We Go

Break it down again

So those are my dreams
And these are my eyes
Stand tall like a man
Head strong like a horse

When it's all mixed up
Better break it down
In the world of secrets
In the world of sound

It's in the way you're always hiding from the light
See for yourself you have been sitting on a time bomb
No revolution maybe someone somewhere else
Could show you something new about you and your inner song
And all the love and all the love in the world
Won't stop the rain from falling
Waste seeping underground
I want to break it down

Break it down again

So those are my schemes
And these are my plans
Hot tips for the boys
Fresh news from the force

When it's all mixed up
Better break it down
In the world of silence
In the world of sound

" No sleep for dreaming" say the architects of life
Big bouncing babies, bread and butter can I have a slice
They make no mention of the beauty of decay
Blue, yellow, pink umbrella save it for a rainy day
And all the love and all the love in the world
Won't stop the rain from falling
Waste seeping underground
I want to break it down

Horsin' around
Pray to power
Play to the crowd with your big hit sound
And they won't simmer won't simmer, won't simmer down
Play to the crowd
Pay to the crowd
Play yeah yeah

It's in the way you're always hiding from the light
Fast off to heaven just like Moses on a motorbike
No revolution maybe someone somewhere else
Could show you something new to help
With the ups and downs
I want to break it down
Break it down again

Break it down again
No more sleepy dreaming
No more building up
It is time to dissolve
Break it down it again
No more sleepy dreaming

27.10.10

Delle Mie Amate Sponde...




Poco a poco sto entrando nella tua assenza
là dove sei ombra
non smetti di apparire
perché soltanto in te le cose si fanno reali
allontani l'assurdo
e mi dai un senso
ciò che ricordo di te è quello che sono
giungi alle mie sponde
come un mare (in)visibile


A mio padre...


Testo originale di Alejandro Jodorowsky, liberamente adattato da me.

YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM

Creative Commons License Permissions beyond the scope of this license may be available here.