23.6.08

Nero Vivo




Tutto quello che vuoi, ce l'hai già.
Tutto il resto sono orpelli, inutili affastellamenti di ambizioni, autoflagellazioni, psicoevoluzioninarcisistiche che ci ostiniamo a chiamare ricerca della felicità.

Banale quanto si vuole, ma reale. Tutto ciò che cerchi sei te stesso.

Chi sei, non cercarlo più dentro al riflesso di una superficie riflettente.
Piuttosto chiudi gli occhi e lasciati andare per una volta.
Assapora ogni istante con ogni cellula del tuo corpo e da lì lascialo filtrare fin dentro l'anima.

Non cercare risposte negli altri. Viviti.
TU E SOLTANTO TU.
Che non significa: "fottitene degli altri", ma sbaglia con la tua testa, non con quella degli altri.

Cerca sempre LA TUA VERITÀ.
Che non significa: "tappati le orecchie e non ascoltare nessuno", ma ascolta tutto e unisci l'istinto e la ragione per sentire la Tua verità.
Non una Verità unica e assoluta, ma la cangiante multiforme verità del proprio essere in relazione con gli esseri che abbiamo la fortuna o la sfortuna di incrociare.

Migliaia di traiettorie multicolori si dipartono da un unico nucleo e percorrono strade impreviste e imprevedibili, intrecciandosi e allontanandosi come gli impulsi luminescenti che attraversano un fascio di fibre ottiche in un crescendo di pacchetti di informazioni e bit in continuo movimento.

Nero Vivo.

Il Dolore non è poi così male, se ora posso sentire la Vita percorrermi le vene e scorrermi dentro.

Allargo le braccia e mi lascio trascinare nel vortice.
Come un derviscio innalzo al cielo la mia ode alla vita.


Soundtrack: Nero Vivo - Quintorigo

Stenta il sole
non è il momento
nuvole e fuliggine
e adesso piove
piove sulla ruggine

e forse quest’alba senza sole
prevede comunque l'arrivo del giorno
ed io l’aspetterò, l'aspetterò

senza sole
in un momento
di lucidità
la sopravvivenza
non concede ingenuità

e forse quest’alba senza sole
prevede comunque l’arrivo del giorno
ed io l'aspetterò

PER POI FUGGIRE
SOPRA LE NUVOLE
VOLARE AI LIMITI
AI LIMITI

Niente sole
NERO VIVO
nuvole e fuliggine

e forse quest’alba senza sole
prevede comunque
l'arrivo del giorno
ed io l'aspetterò, l'aspetterò

PER POI FUGGIRE
SOPRA LE NUVOLE
IN CIELI LIMPIDI
AI LIMITI

lascio solo
immagini





20.6.08

Racconto




Sono ore ormai che T. la osserva. Una stupida finestra, solo una maledettisima fottuta finestra... tanto lo separa da lei. E più di tutto quell'odiato specchio, in cui da tempo immemore non riesce più a specchiarsi.

Brividi di freddo in pieno agosto. Il terrore di un silenzio che dura ormai da troppi anni.

Pensieri molesti! Una distrazione che rischia di costargli cara... M. ha già chiuso il libro! Ecco che posa la matita e si toglie gli occhiali con un gesto liberatorio. Allunga le braccia verso la finestra accostata e la spalanca con un guizzo. T. fa appena in tempo a nascondersi. M. sta già catturando con avidità la brezza della notte estiva mentre sorride alla luna. Amica luna, silenziosa compagna delle sue notti solitarie.

M. si è alzata e ora cammina scalza sul pavimento del suo monolocale. T. sa già quello che farà, lo fa ogni volta che è stanca di studiare. M. si inginocchia davanti alla sua collezione di vinili, li scorre uno a uno con l'indice e li osserva con la testa reclinata da un lato. I riccioli castani le coprono dispettosamente gli occhi e prontamente M. li scosta con l'altra mano.

Su chi ricadrà la scelta oggi? T. tira a indovinare. Neil Young? Beatles, Rolling Stones, James Last? O magari Beethoven? No, forse Fabrizio De André... T. non riesce a decidersi. Oggi non indovinerà, è inutile persino tentare.

M. estrae finalmente un 33 giri e lo dispone con cura meticolosa sul piatto. Con mano ferma accompagna la puntina al punto di partenza...Una dolce melodia malinconica riempie la stanza e dalla finestra aperta raggiunge T. che no, non avrebbe mai potuto indovinare... Quel brano M. non lo ascoltava da anni, troppi i ricordi. E allora cosa le prende stanotte? Che diavolo avrà in mente?

M. è seduta per terra, la schiena contro la parete.

T. vorrebbe riuscire a guardarla negli occhi, ma non può. M. chiude gli occhi, vorrebbe qualcuno accanto... Che la facesse sentire come quando era bambina e del mondo non aveva paura. Istintivamente M. avvicina le ginocchia al petto e cinge le sue gambe con le braccia.
T. ha un altro brivido. Vorrebbe chiudere gli occhi ma non ci riesce. Non sopporterebbe un buio ancora più oscuro di quello in cui si trova.

La musica lo avvolge... Un brivido ancora...
Non è l'emozione, è solo uno stupido gatto che si ostina a strusciarglisi addosso. Che diavolo vorrà, perchè tutta questa confidenza? Con lui è stato così fin dall'inizio, da quando è venuto ad abitare in quel bugigattolo. E pensare che T. ha sempre odiato i gatti, possibile che l'istinto felino non gli suggerisca di stargli alla larga?

Ecco, doveva immaginarselo! Il dannato felino lo ha distratto. M. non c'è più.
La luce nel monocale è spenta, solo la musica continua a colmare quel vuoto.

T. si concentra, ma niente. Non riesce a sentire nient'altro.
Sempre e soltanto quello stesso ritornello:

'Cause I love you, yes I love you... Oh, how I love you...

T. è completamente annientato. Una smania paralizzante lo incolla al pavimento, mentre il gatto miagola, miagola e miagola, incessantemente. Si può sapere cosa si è messo in testa? Maledetta bestiaccia! Ora lo sente!



Cosa fa? Adesso si mette anche a parlare? T. è basito. Dev'essere colpa della birra... i gatti non parlano! T. si alza di scatto e dà un calcio alle bottiglie vuote, che si sparpagliano a casaccio sul pavimento. D'istinto si volta verso la finestra. M. lo sta osservando da un po', appoggiata al davanzale. T. si sente avvampare, accenna un sorriso... M. richiude in fretta la finestra.

Che sciocco... Lei non può più vederlo ormai. Quando imparerà?

Stupido gatto... Ma perchè non la smette?


Soundtrack: Nights In White Satin - The Moody Blues





12.6.08

A Feather In The Wind... Of Change

Again. I feel like a feather in the wind.
But I am the wind. How about that?



Io so chi sono. E lo so bene.

Come potrei non saperlo... L'ho imparato a mie spese.
E non ho alcun rimpianto.
Posso dirlo senza temere di sembrare presuntuosa, i conti non li ho mai fatti pagare a qualcun altro.

Sto imparando persino a far pace con i miei neuroni schizofrenici, poverini, che colpa ne hanno loro. Sono persino simpatici, anche se a volte li schiaccerei volentieri come mosche.
Non sempre. Giusto quando scassano troppo la minchia e diventano pretenziosi.

A me non piace sentirmi dire cosa devo fare. Non mi è mai piaciuto.
Come quando a scuola mi imponevano un soggetto da disegnare... Quanto mi pesava.
Se invece mi girava un'immagine per la testa, allora mi ci mettevo d'impegno e mi veniva persino bene.

Stessa cosa per la musica. A orecchio, se voglio, posso riprodurre qualsiasi melodia. Nella sua forma più elementare, s'intende.
Ma se mi si impone di studiare uno spartito o, peggio, di fare solfeggio... Mi viene l'orticaria.
E dire che sono anche una discreta secchiona, quanto a studio. Però se parliamo di creatività, lì non riesco a essere metodica.
L'odiosa ripetitività di un impegno costante, ma necessario. Persino all'arte, me ne rendo conto perfettamente. Eppure non riesco a far convivere questi due aspetti. E finisco per essere un'autodidatta dilettante con ottime potenzialità ma scarsi risultati.

Strano ma vero: non me ne frega un cazzo.
Che sia una patetica forma di alibi a discolpa della mia inconcludenza?

No. Credo piuttosto che nessuno possa stabilire a quale punto della scala dell'impegno si possa collocare la "conclusione" di qualcosa.
E non sto parlando di "conclusione" in senso pratico, del tipo:
input x = output x+y.

Mi riferisco piuttosto alla conclusione che quella determinata azione/forma di conoscenza rappresenta per noi, in quanto individui unici e irripetibili e bla bla bla, in un dato momento della nostra vita.
Data la relatività che sovrasta le nostre vite, allora le chiacchiere stanno (starebbero) a zero.

Socrate diceva che saggio non è colui che sa, ma colui che sa di non sapere.

Se è così, allora sto a cavallo. Mi sembra sempre di sapere tante cose, ma di non saperne molte di più. Ed è così che mi sento viva... Mi basta pensare che c'è ancora tanto, del mondo, da scoprire... E non conta sapere che non avrò mai il tempo per sapere tutto. Sono felice di sapermi continuamente in viaggio.
E anche se suonerà retorico, non mi importa un fico secco se il viaggio sarà a mille chilometri da qua o il semplice tragitto che mi porterà da casa all'ufficio postale.

Quello che conta è chi o cosa incontrerò lungo quel percorso...
E, più importante di tutto, saranno i miei occhi e le mie orecchie...


Soundtrack: Creep - Radiohead

When you were here before
Couldnt look you in the eye
Youre just like an angel
Your skin makes me cry
You float like a feather
In a beautiful world
And I wish I was special
Youre so fuckin special

But Im a creep, Im a weirdo.
What the hell am I doing here?
I dont belong here.

I dont care if it hurts
I want to have control
I want a perfect body
I want a perfect soul
I want you to notice
When Im not around
Youre so fuckin special
I wish I was special

But Im a creep, Im a weirdo.
What the hell am I doing here?
I dont belong here.

Shes running out again,
Shes running out
Shes run run run running out...

Whatever makes you happy
Whatever you want
Youre so fuckin special
I wish I was special...

But Im a creep, Im a weirdo,
What the hell am I doing here?
I dont belong here.
I dont belong here.






3.6.08

Past To Present




Tace la tua voce. Più non mi parla.
O sono io che non riesco più a sentirla.
Un silenzio che sa di pareti insonorizzate dall'interno.

Anima bella, forse abbiamo solo smesso di cercare un senso.

Ognuno per sé, intatto il nòcciolo, gelosamente nascosto alla vista altrui.
Solo noi, ne conosciamo l'esistenza.
Anche se fingiamo indifferenza.

Strana sensazione, un'eco che ritorna al mittente, in un loop infinito e discontinuo. Un disco che si incanta sempre nello stesso punto eppure basta così poco. Un lieve tocco di dita perchè ricominci a suonare. Ecco, lo senti? La mia camera interiore già risuona di nuove melodie sempre diverse, tutte figlie della stessa combinazione di note.

Non penso più come un tempo ai misteri insondabili dell'universo.
Vivo, e più non voglio perdermi in sentieri che non mi cercano.
Ascolto, avida di vento, il rumore del mare e mi sorprendo, di nuovo, a pensare a quanta voglia di vivere ho nel petto e a quanto, del mondo, ancora voglio scoprire.
Better To Save The Mistery, Than Surrender To The Secret, ricordi?
No che non puoi ricordarlo. Non te l'ho mai detto.

Ma non fa niente, perchè io non voglio aspettarmi niente.
Solo lasciarmi stupire, giorno dopo giorno.
In attesa di un ritorno.


Soundtrack: Another Day - Dream Theater

Live another day Climb a little higher Find another reason to stay Ashes in your hands Mercy in your eyes If you're searching for a silent sky... You won't find it here Look another way You won't find it here So die another day The coldness of this words The message in his silence, "Face the candle to the wind..." This distance in my voice Isn't leaving you a choice So if you're looking for a time to run away... You won't find it here Look another way You won't find it here So try another day They took pictures of our dreams Ran to hide behind the stairs And said maybe when it's right for you, they'll fall But if they don't come down Resist the need to pull them in And throw them away Better to save the mystery Than surrender to the secret You won't find it here Look another way You won't find it here So try another day



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28.5.08

Cas-a/o




Cammino da anni, senza sapere dove diavolo stia andando.

Il Tempo incombe su di me...
Fischietto. Fingo indifferenza.

La strada di casa? Non l'ho ancora trovata, questo è certo.

So solo che nella vita ho fatto di tutto, lavorativamente parlando, e il passato si dispone davanti ai miei occhi in modo casuale, senza un criterio razionale.
Come i bastoncini del Mikado.

Quanta pazienza ci vuole per giocare a Mikado. Pazienza che non ho mai avuto.
E infatti finivo sempre, inevitabilmente, per far muovere uno degli odiosi bastoncini...

L'ansia del futuro mi sta strappando la spensieratezza e mi sento già vecchia, dentro a un corpo da adolescente. Anche se non lo sono più da tempo.

Sono senza speranza. Schiava di sogni che popolano le mie giornate nonostante me. Nonostante stia facendo di tutto per non sentirli.
E invece voglio imparare a godermi la vita.
Attimo per attimo.
Atomo dopo atomo.

Svegliarmi ogni giorno con l'ebbrezza di un futuro ancora tutto da costruire, come quando ero adolescente ma non mi ci sentivo...
...quando non avevo ancora le idee chiare su cosa volessi diventare da grande, eppure le avevo molto più chiare di ora.

Perchè continuo a cercare "la mia casa"?
Perchè non riesco a fare di me stessa la mia Casa?

La vita è una caccia al tesoro e da bambina disegnavo le mappe dell'isola dei pirati.
Ci facevo anche i segni delle bruciature, sulla carta.
Mi bastava quello. Un foglio di carta e una penna.
Come vorrei che potessero bastarmi ancora oggi...

Ogni istante che passa sento sfuggirmi il tempo tra le dita...
Tra le pareti di casa - quella vera - sento riecheggiare l'eco della fine.

Come può essere?
Ho ancora così tante cose da fare!

No, non penso alla morte, non lasciatevi ingannare.
Solo penso, che penso troppo. E non sempre in modo costruttivo.

Penso a tutto quello che ho fatto nella vita, alle persone che ho incontrato, agli sbagli che ho commesso, alle parole non dette, alle occasioni perse, alle "coincidenze", ai bivi in cui ho preso una direzione invece che un'altra, agli incubi che sembravano senza fine, ai sogni che sembravano a un passo dalla realtà e poi si sono eclissati come nebbia al sole...

E penso a quante volte mi sono ritrovata nelle situazioni più stimolanti semplicemente buttandomi, senza pensarci troppo. Semplicemente trovandomici, per "caso".
Perchè le mie azioni e i "casi della vita" hanno prodotto strane interferenze e hanno voluto che io mi trovassi in un determinato posto proprio in un preciso momento.
Come in un film, quando avviene quella che gli addetti ai lavori chiamano la chiamata dell'eroe... E l'eroe, riluttante, alla fine si ritrova coinvolto in una nuova avventura... costretto a sfidare i suoi stessi limiti...

Ecco, se c'è una cosa che non vorrei mai possedere sono proprio i limiti.
Ma subito mi ricredo, perchè devo proprio a loro tutte le opportunità che ho avuto nella vita di sfidarmi.

E allora penso proprio di essere sulla buona strada...
...aperta a nuove sfide...
...con addosso una gran voglia di imparare a ballare il fandango...

Sul tetto del mondo.


Come down off your throne and leave your body alone.
Somebody must change.
You are the reason I've been waiting so long.
Somebody holds the key.

But I'm near the end and I just ain't got the time
And I'm wasted and I can't find my way home.

Come down on your own and leave your body alone.
Somebody must change.
You are the reason I've been waiting all these years.
Somebody holds the key.

Chorus

But I can't find my way home.
But I can't find my way home.
But I can't find my way home.
But I can't find my way home.
Still I can't find my way home,
And I ain't done nothing wrong,
But I can't find my way home.


Soundtrack: Blind Faith - Can't Find My Way Home


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