
[Lo streaming funziona meglio con Internet Explorer]Tutto questo ha forse un senso,
tutto questo forse un giorno finirà...
...questo passare dall'indescrivibile gioia
di una semplice pausa pranzo stesa su una panchina
in un parco, gli alberi, la paglia e il sole,
Baba 'O Riley e
Stairway To Heaven,
il vento che scompiglia le foglie e i riflessi di luce,
a inseguire con lo sguardo la coreografia delle rondini
senza pensare più a niente...
E Virginia Woolf, la sua
Signora Dalloway,
un tascabile della Newton Compton che avevo comprato tanti anni fa
e mai avevo letto...
Le molteplici affinità con una scrittrice che non conoscevo,
se non di nome...
La coincidenza, l'ennesima,
di aver scelto per un improvviso e inspiegabile impulso
proprio quel libro come compagnia...
Le mie scarpe, le stesse che indossavo il giorno della mia laurea,
sotto una divisa arrangiata da promoter...
La giacca nera si spiegazza, ma non me ne importa un fico secco...
che buffo!, penso, l'avevo comprata a buon mercato
per la cerimonia di consegna di un attestato,
e mi ricorda la fine di un periodo sospeso,
l'incontro con un mentore che per un tempo brevissimo ma intenso,
ha saputo fare luce negli oscuri abissi delle mie insicurezze
e ridare linfa a un sogno privo di gambe,
che si è di nuovo seduto a pensare se non sia stato in fondo
poi tutto sbagliato...
Il mio zaino di scuola che resiste a tutto,
anche alle intemperie,
partito dai corridoi del mio liceo per arrivare fino agli ostelli di mezza Europa,
che ora mi fa da cuscino e stona da morire con la tenuta da lavoro.
Tutto si chiude come in un cerchio in continuo movimento,
e mi torni in mente tu, poi lui, e me tanti anni fa
e tutte quelle cose che continuano a insinuarsi nel presente...
Come meteore in collisione da un'altra dimensione.

...per ripiombare al risveglio in un incubo impotente,
senza difese, senza speranza, senza poterne prevedere la fine.
Un nuovo inizio, è quello che voglio.
Una nuova vita, lontano da te.
Dai tuoi occhi color del cielo.
Dalle tue pupille cangianti, che mi avvertono dell'imminente pericolo.
Della via di fuga che ora non vedo.
Delle parole che vomiti senza controllo.
Dell'amore che è diventato il tuo ricatto.
Le tue spire non proteggono. Uccidono.
E dovrei volerti bene, oggi più di ieri.
Ogni istante sempre più lontana da te,
vetro incrinato che non si spezza,
prima o poi esploderà,
lasciandoci sanguinanti.
Una madre e una figlia.
Un volto che forse si somiglia.
Ed io che non vorrei mai essere come te.
Perdonami, se puoi.
Anche se mai mi leggerai.
E questo mio nuovo nome, dietro il quale mi nascondo,
potrà mai proteggermi da sentimenti orribili di cui provo vergogna?
Un grido senza nome,
un'anima che ha pur bisogno di parlare...
Soundtrack: Bye Bye Bombay - Afterhours