
Niente, nemmeno il mare mi consola più... vuoto, vuoto e ancora vuoto... solitudine cosmica e stridente contrasto con il mondo di fuori... groppi in gola e stonature emotive... è un dolore che ti travolge inaspettatamente a ondate, per strada, in piazza, in farmacia, su un pontile vicino al mare...
Sarà così, per molto tempo ancora. Troppe cose giacciono congelate, intirizzite, cristallizzate. Nemmeno la scrittura vuole più saperne di scorrere come prima. E la vita, inesorabile, continua.
YUKI, AKA PRISMA TBFKA MUSEUM