8.6.09

After-Work




Note in margine a una tovaglia

6 giugno 2009 - ore 20:15 o giù di lì


Turno finito anche stavolta. Fine primo round. Domani si riparte.
Lo svantaggio di non avere la macchina e di essere collegata male al posto di lavoro protrae l'attesa, dilata il tempo del ritorno.
Mentre attendo il salvataggio, mi apparecchio la stanza come meglio posso.

Il soffitto è grigio nuvola, le pareti sono vetrine, palme, un cantiere infinito, palazzi, finestre, balconi, l'ingresso di un parcheggio e in fondo il cinema.
Non manca niente. Eppure manca tutto.
Una panchina circolare è il mio divano.

Prima, la musica. Un cellulare con radio è la mia salvezza.
Poi, si ricaricano le pile. Voilà un succo di frutta!
C'è di tutto nella mia borsa magica, rossa come i miei bilanci.


Tira vento di scirocco, inizio a tremare. La polo d'ordinanza non è mai abbastanza a quest'ora della sera.
Niente paura, ecco un maglioncino! Saprà scaldarmi con dolcezza.

Per un po' mi godo la musica, ma il libro che ho scelto come nuovo amico inizia ad agitarsi dentro la borsa. Continua a richiamare la mia attenzione, implorante.
Me lo metto sulle gambe distese e lo apro: dove eravamo rimasti?
Ma non leggo, non ci riesco.

Ripenso voluttuosamente alle righe che ho vomitato poco fa, di nascosto, su un foglio rimediato per caso tra gli appunti di lavoro.
Come qualche mese fa, mi sono lasciata salvare di nuovo dalla stessa àncora.
È a lei che mi aggrappo con disperazione, ogni volta che sto per affogare in un mare di noia e banalità. Quando violenta mi assale l'urgenza di riappropriarmi del mio Tempo.
Quando fremo per trovare una valvola di sfogo per la mia innata pesantezza, che amorevolmente taluni chiamano profondità.


Quando la mia fragile zattera cozza contro un'iceberg, c'è bisogno di un sottomarino per ritrovare l'oceano.
L'abisso: l'unico posto dove posso prosperare in pace.


L'unico lato bello di questo "lavoro" è che non mi manca mai una penna e, se sono fortunata, ho anche la carta! E scusate se è poco.

Reitero nel mio peccato,
lo strazio vissuto non mi è bastato.
Sopraffatta dai neon
e dallo sciame da finesettimana,
silente attendo la mia ora.

Capto sguardi, interpreto intenzioni,
raccolgo le forze per affrontare il prossimo confronto.
Riscontro, con mano,
la scomoda realtà di uno scenario di lavoro disastroso,
annunciato straordinariamente in sogno.

A ogni nuova ondata,
l'energia si fa vuoto,
la mia anima scalpita, strepita,
implora!

Implodo.
Questo posto è un'offesa.
La sterile cacofonia dell'attesa.


Chitarristici eroi di plastica
mi salvano temporaneamente dall'alienazione.
Combatto la tirannia dei minuti
in agonica discesa
tenendo il tempo di corsia in corsia.
Non fa per me la resa!


La luna questa notte è la mia piccola Enterprise,
con discrezione veglierà sul mio ritorno.


Soundtrack: Living Room - Paris Combo [Lyrics]




8 commenti:

Anonimo ha detto...

:) ...ma dove le trovi tutte queste piacevoli colonne sonore...?

fnstb

Radio Pazza ha detto...

un diario intimista, belle descrizioni che condivido. La quotidianità è la tua stanza.

Bak

transfuga ha detto...

condivido i Paris Combo, invece. Sous la lune è la mia preferita.

PS: non ho detto che è meglio reprimere le emozioni, anzi, ho specificato che la censura non c'entra. sono d'accordo sul fatto che le energie vadano canalizzate. ma anche per questo è importantissimo imparare a riconoscere a distanza certe rogne emotive, e a tenerle a bada, prima di trovarcisi dentro con tutte le scarpe.
diffido dall'euforia perché, secondo me, è come l'ubriachezza: il giorno dopo è matematico che stai male.
io cerco un centro di gravità permanente :)

Mio ha detto...

Non mi venivano le parole poi ci ha pensato lui in sottofondo: "... è una ruota che gira e gira e se ne va poi ritorna e dopo parte gira e gira e se ne va".
Mi dispiace per la tua implosione, chissà quando si finirà di implodere fagocitati di volta in volta in queste nuove dimensioni. No, esistono dimensioni migliori. DEVONO esistere, altrimenti la luna non potrebbe essere una piccola Enterprise! Sarebbe solo una luna come tante, come altre. Tutto torna, deve tornare.
Complimenti per le parole che sono sempre immagini ( con un po' di presunzione credo di aver capito pure i chitarristi eroi di plastica... :) )
Un augurio di buona settimana e serata Yuki!


Roberto


PS: (se posso) mi raccomando abisso si ma non troppo profondo ok?

PPS: ma come si fa a fare il corsivo??? tristesse :(

diamonds ha detto...

sai,tempo fa ho avuto il dubbio di avere lavorato una sera nella postazione di fianco alla tua.Il posto pullulava di chitarristi ed esperti di country.Ma il nostro incarico consisteva nel proporre nuovi modelli di cose che gli acquirenti originari non avevano ancora finito di maledire.Forse era solo un call center,forse una vasca di compensazione.Ho resistito solo due ore poi me ne sono andato a caccia di reading

http://gapersblog.typepad.com/gapers_blog/files/07_whistlin_past_the_graveyard.mp3

Yuki ha detto...

@fnstb: sono fortunata, questa perla l'ho trovata per puro caso! Cercavo una canzone con la parola salotto... ed è uscita Living Room!

@Bak: sono contenta che ti rispecchi in queste immagini. La quotidianità è la mia (d)(i)stanza.

@transfuga: pensa che io non li conoscevo prima di pubblicare il post! Si è verificata una delle tante piccole magie quotidiane che tanto amo! Cercavo, appunto, un pezzo che parlasse di salotto e voilà! Tra l'altro ieri sera ho letto il testo, a cui in un primo momento non avevo fatto caso... Bè, è perfettamente in tema! Mi sono andata a cercare anche Sous La Lune: molto bella, davvero.
Tu come li conosci i Paris Combo?

Comprendo la tua ricerca di un centro di gravità permanente, ma temo sia pura utopia. Almeno per quanto mi riguarda... In certi casi, poi, l'euforia mi regala emozioni talmente intense, che sono disposta anche a sorbirmi le noie del day after! :)

@Mio: tranquillo, sono implosioni momentanee... Poi io ormai sono avvezza ai miei continui sali scendi dalle stelle alle stalle :D.
Il corsivo? Basta inserire il carattere i delimitato dai segni maggiore e minore prima della parola/frase e poi, alla fine della stessa, inserire /i, sempre delimitato dai segni maggiore e minore. ;)

@diamonds: hehehe! In realtà non ho mai lavorato in un call center... Ma me ne hanno raccontate delle "belle"!

transfuga ha detto...

Il mio coinquilino G. a Parigi li ascoltava di continuo.
Sous la lune mi stregò. E' la canzone che più di ogni altra mi ricorda quel periodo. E' pazzesco ritrovare i Paris Combo a pochi giorni dal mio ritorno in quella città..

Yuki ha detto...

Pazzesco, vero? Fa parte di quei piccoli accadimenti che solitamente chiamiamo coincidenze.
Alle coincidenze io non credo più. Per me sono piccole magie speciali.
Mi capitano spesso da quando ho cominciato ad ascoltare...
In questi casi la razionalità va a farsi benedire! Ed è un gran bene, credi a me. :)